Terminate le Universiadi 2019, alle spalle la festa e il successo della manifestazione.

Dopo pochi mesi, pare proprio che l’ingente lavoro svolto per dare alla regione, ma soprattutto alla città di Napoli, una impiantistica all’altezza della metropoli, stia già cominciando a vacillare.

La kermesse sportiva, conclusa il 14 luglio, è stata un vero successo, la città tutta ne ha giovato, ma soprattutto è lodevole il lavoro fatto su 70 impianti in 10 mesi, con il fiore all’occhiello di un San Paolo mai così ragiante.

Dopo il 14 luglio, la questione più importante era restituire al territorio il patrimonio di impianti messi a nuovo.

Il governatore De Luca, nella conferenza stampa di fine evento, ha chiarito la volontà di interpellare i 21 comuni interessati, per assicurarsi che ognuno di loro potesse permettersi, economicamente e strutturalmente, la gestione e la manutenzione degli impianti.

Con l’inizio della stagione sportiva però, i primi nodi sono venuti al pettine, e con essi le prime difficoltà.

Il PalaBarbuto ha subito un ingente restyling. La Regione Campania ha stanziato un finanziamento di 1.6 milioni di euro. Sono stati rifatti interamente il parquet, l’impianto di illuminazione, gli spogliatoi ed i servizi. Inoltre, è stata riaperta la tribuna alta, che consente di ampliare capienza fino a cinquemila posti.

Tuttavia, non c’è l’attrezzatura del timing. Infatti, «i tabelloni elettronici con i contasecondi ed il time scoring sono stati presi a noleggio – ha chiarito il commissario per le Universiadi di Napoli 2019, Gianluca Basile a Il Mattino -».

La gestione dell’impianto di Fuorigrotta è ritornata al Comune di Napoli.

L’8 settembre la Generazione Vincente Napoli Basket esordirà in Supercoppa contro Capo d’Orlando. Per non spostare il match al palazzetto di Casalnuovo, la società del presidente Federico  Grassi ha dovuto farsi carico del noleggio dell’attrezzatura mancante.

Quest’anno il palazzetto avrà come ospite anche il futsal Fuorigrotta, cosa che comporterà una usura del campo più precoce. Inoltre la doppia tracciatura del campo di gioco declasserà l’impianto ad uno standard inferiore, non permettendo di ospitare partite ufficiali dell’Italbasket, nei piani della società.

Per quanto riguarda il Polifunzionale di Soccavo invece, i lavori alla struttura hanno riguardato gli spogliatoi e il campo principale. E’ stato parzialmente rifatto il parquet a causa di infiltrazioni d’acqua  del campo superiore, che hanno danneggiato alcune zone.

Dopo aver eseguito gli interventi e ripristinato il campo a fronte di una spesa di 900mila euro, il problema si è ripresentato come prima.

Risultato: impianto chiuso e molte società sportive senza casa.

Al Palavesuvio invece, le attrezzature che devono trovare la propria destinazione sono al centro di una diatriba sull’asse Napoli-Salerno.

L’A.R.U. (Agenzia Regionale Universiadi) ha speso più di tre milioni di euro, ma mancano le delibere per assegnare le dotazioni alle Federazioni.

«Per il palasport di via Argine abbiamo già avuto degli incontri – ha dichiarato l’Assessore allo Sport, Ciro Borriellofino al 30 agosto è gestito dalla Regione Campania. Poi, ci sarà un anno di transizione. Sono pronti i bandi per il 2021 ».

 

 

 

 

 

 

Commenta