A rischio Tokyo2020 e Milano-Cortina2026.

Approvato in via definitiva oggi al Senato (154 sì, 54 no e 52 astenuti) il disegno di legge che attribuisce deleghe al governo sulla riforma allo sport.

Nella riforma del Coni “non c’è una cosa cambiata in meglio, solo in peggio” e per questo “diventerà un boomerang tremendo” perché “alla nostra base questa cosa non è piaciuta e non piacerà mai“.

Giovanni Malagò, presidente del CONI dal 2013, torna a criticare la riforma del Comitato olimpico voluta dal governo Lega-M5s: “All’inizio – ha detto in un’intervista all’Adnkronos – mi sono quasi sentito male. All’atto pratico non c’è una cosa cambiata in meglio, solo in peggio. È la politica“.

Malagò si è visto sottratte competenze, e quindi soldi, a favore della nuova Sport e Salute: un ente istituzionale, autogovernato dallo sport, una società per azioni partecipata da Palazzo Chigi (anzi, tecnicamente dal Mef).

Il disegno legge conferma l’ampia delega concessa al Governo per l’adozione di misure in materia di ordinamento sportivo e le molte competenze sottratte al Coni: in primis la distribuzione dei fondi alle Federazioni sportive.

Sono proprio questi passaggi a finire nel mirino del Cio che , in una lettera indirazzata al CONI, scrive che il governo non può avere “un ‘controllo’ specifico” sugli enti che compongono il Comitato olimpico nazionale. La legge “intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni” in sei punti, scrive il Cio, minacciando di poter adottare “la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico”.

Le conseguenze sarebbero che  Milano-Cortina 2026 decadrebbe, gli atleti italiani (ma niente sport di squadra, niente volley, settebello, eccetera) andrebbero ai Giochi di Tokyo soltanto sotto il patrocinio del Cio come “Ioa” (indipendent olympic athlets). Niente tricolore, niente inno di Mameli. Esclusi dal Giappone anche i presidenti federali, tranne quelli che lo sono anche di Federazione internazionale.

 

La Lega però non ha battuto ciglio, come annunciato dal capogruppo Massimiliano Romeo: si va avanti “a prescindere da lettere e letterine varie”.

Insomma, un provvedimento durissimo già adottato a Kuwait e India. Ma il Coni gode di forte considerazione a livello mondiale. Il problema è il governo italiano e la sua volontà di mettere le mani sullo sport, formidabile bacino di voti.

La sospensione comunque può essere a tempo, sino a quando non viene ripristinato il rispetto della Carta Olimpica.

Il Cio è disposto ad un “incontro congiunto questa settimana a Losanna”. Il governo italiano qualcosa dovrà fare, altrimenti potrebbero cominciare a preoccuparsi anche i governatori leghisti Zaia e Fontana.

Malagò stamane ha inviato la lettera del Cio al presidente Mattarella, alla Casellati, Conte, Salvini, Di Maio, Giorgetti, Bussetti e ai senatori e ai capigruppo dei partiti.

Il Cio conclude così: “Saremmo grati se lei potesse portare queste serie preoccupazioni all’attenzione urgente delle autorità di Governo e lavorare insieme con loro per perfezionare le disposizioni in questione del disegno di legge ed evitare eventuali complicazioni inutili e/o ulteriori azioni da parte del Cio…”.

E’ proprio quella frase, “ulteriori azioni da parte del Cio”, che preoccupa non poco lo sport italiano. Malagò l’aveva detto nell’audizione al Senato: “questa legge ci creerà problemi”. Non gli hanno creduto. E ora siamo a questo punto…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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