Ci ha abituato a imprese straordinarie, ma stavolta all’”Ironman Italy 2018” è andato oltre qualsiasi limite fisico e mentale, stabilendo un nuovo record del mondo per la categoria disabili e battendo 3000 normodotati.

E’ da sempre uno dei punti di riferimento di Desportibus, e dopo questa ennesima impresa è più facile capirne i motivi.

Alex Zanardi ha ottenuto agli ultimi “Ironman Italy 2018” , tenutisi a Cervia sabato scorso, un nuovo record del mondo, migliorando il precedente (che gli apparteneva già) di più di mezz’ora e dimostrando ancora una volta che lo sport e la passione vanno al di là di tutto, al di là dei limiti fisici, e perfino di se stessi.

Già perché sarebbe stato più che umano sedersi sui precedenti successi (che non sono affatto pochi), ma ovviamente Alex non è un uomo come gli altri, ma un atleta con la A maiuscola, mai pago dei propri successi, e che cerca di spingersi sempre oltre. Ed è per questo che a 52 anni suonati è riuscito in otto ore, 26 minuti e sei secondi a percorrere 3,8 km di nuoto, 180 di bici e 42,2 di corsa, classificandosi primo nella categoria disabili e quinto assoluto su 3000 partecipanti!

Molti lo avevano dato per finito in quel fatidico 15 settembre 2001, giorno in cui perse le gambe in un fatale incidente sulla pista tedesca di Lausitzring (in cui aveva appena perso la vita Michele Alboreto) durante una tappa europea della formula Indy. Ma non avevano fatto i conti con il suo carattere caparbio e sulla sua incredibile voglia di vivere e forza di volontà.

E così Alex ha deciso che quell’incidente doveva solo essere un nuovo inizio, un nuovo modo di concepire la sua vita, e non una scusa per fermare la sua indole competitiva.

Già nel dicembre dello stesso anno si presentò alla premiazione dei Caschi d’oro promossa dalla rivista Autosprint, in cui si alzò dalla sedia a rotelle, suscitando una grande emozione tra i presenti, e dimostrando che quell’episodio non avrebbe messo la parola fine alla sua vita sportiva.

Noi di Desportibus siamo da sempre ammaliati dalla sua forza d’animo e da come con la sua voglia di sport e competizione sia riuscito a superare qualsiasi limite, diventando un esempio per un’intera generazione di sportivi.

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