Nel nuovo decreto dignità approvato al Senato, scompare la società sportiva dilettantistica ordinaria e lucrativa introdotta dall’ex ministro dello sport Lotti.

Nel “Pacchetto sport”, inserito nel disegno di Legge di Bilancio 2018, l’allora Ministro profuse ogni energia per delineare una normativa che andasse incontro alle esigenze dello sport dilettantistico, che negli anni ha subito notevoli trasformazioni gestionali ed organizzative, tali da richiedere competenze e forme aderenti alle nuove realtà sportive.

Lo sforzo del Ministro Luca Lotti e del capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dello Sport, Leonardo Ferrara, fortemente impegnati nella messa a punto del cosiddetto “Pacchetto sport”, diede alla luce,tra le altre cose, la società sportiva dilettantistica ordinaria, nel “Pacchetto sport” definita “lucrativa”, che si aggiungeva alle forme gestionali non lucrative (Associazione Sportiva Dilettantistica e Società Sportiva Dilettantistica) per le quali nulla era cambiato.

Questi i punti principali della vecchia legge, grazie alla quale veniva finalmente elimanato l’incerto confine esistente tra gli enti sportivi profit e quelli no profit che ha favorito l’avvio delle più stravaganti operazioni di verifica da parte degli “organi di controllo”:

  1. Netta separazione tra l’esistente mondo associativo sportivo dilettantistico senza scopo di lucro, composto dalle Associazioni/Società sportive dilettantistiche, per il quale nulla è cambiato sul piano delle agevolazioni fiscali e tributarie e la nuova Società sportiva dilettantistica ordinaria, oggi lucrativa, che per l’alto valore sociale, didattico, salutistico, sportivo, godrebbe anch’essa di alcune agevolazioni fiscali e tributarie, di livello inferiore a quello riconosciuto per legge alle attuali società sportive senza scopo di lucro, ma senza il vincolo relativo alla indivisibilità degli utili.
  1. L’inserimento dell’IVA relativa ai proventi derivanti dalle attività istituzionali che passerebbe da 0 a10%.
  2. Inserimento della contribuzione previdenziale sulle collaborazioni che passerebbe da 0 a 10% per importi superiori ai 10.000 euro annui.
  3. Inserimento della tassazione che passerebbe da 0 a 50% dell’imponibile.

Ora il dietrofront del nuovo governo giallo-verde, che abolisce le Società sportive dilettantistiche a carattere lucrativo, come già anticipato  dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, in occasione della presentazione del nuovo Decreto Dignità il 2 luglio scorso:
“Nell’ultima manovra di bilancio è stata introdotta la forma della società sportiva dilettantistica di carattere lucrativo, a nostro giudizio in maniera surrettizia e sbagliata. Noi pensiamo che lo sport dilettantistico non debba avere fine di lucro e quindi abbiamo abolito questa fattispecie, restituendo alle Asd vere meno burocrazia e la possibilità di operare senza le complicazioni che questa normativa, a partire dal prossimo 10 luglio, avrebbe comportato per tante decine di migliaia di volontari e appassionati”.

A questo link potrete trovare l’intera legge. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/07/13/18G00112/sg

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