di Daniele Naddei

Gianni Maddaloni e Pino Maddaloni parteciperanno, insieme ad altri campioni olimpionici, ad una maratona contro la violenza sulle donne e sui deboli il prossimo 27 maggio. Un forte messaggio di solidarietà da parte dei maestri della StarJudo Club dal 1992, palestra che a Scampia consente a tanti giovani di allenarsi e divenire campioni di sport. 

Un messaggio contro la violenza, Maddaloni: “Insegnare i valori dello sport dalle scuole elementari”

“Quello che vogliamo lanciare è un forte messaggio contro la violenza – ha spiegato Gianni Maddaloni, il padre del campione olimpico, a Desportibus -. La mamma di Gaetano, il ragazzo aggredito a Chiaiano, si è fatta coraggiosa promotrice di quest’iniziativa”.

E’ una dichiarazione, quella di Gianni Maddaloni, che si riferisce certamente a quella che dev’essere la base di una educazione. Non solo l’iniziativa ma anche il pensiero del maestro di Judo, che sempre si è distinto per opere di solidarietà e per formazione in ambito di mentalità sportiva.

“Questo messaggio che noi vogliamo diffondere, insieme a tanti altri campioni olimpici tra cui anche Patrio Oliva, dev’essere lanciato prevalentemente nelle scuole elementari. E’ lì che crescono e si formano i ragazzini, a soli 6 anni i bambini hanno un modo di porsi simile, non importa di chi siano figli. E’ lì, in quel momento della loro vita, che bisogna insegnare certi valori anche attraverso lo sport”.

Inutile quindi cominciare a farlo alle medie o alle superiori. La base del rispetto, per le donne e per i più deboli, deve prendere i ragazzi fin da piccolissimi, quando ancora, come giustamente spiega Maddaloni, i bambini sono simili tra loro.

“Ringrazio Paola Carnevale, preside dell’Istituto Eugenio Montale che è qui a Viale della Resistenza a Scampia – continua Maddaloni -. Grazie a lei ho iniziato a fare lezione in questa scuola, insieme abbiamo intrapreso un percorso comune: qui ci sono 300 alunni su due plessi, e grazie alla preside hanno iniziato a fare lezioni di fair play ed attività motoria. Una distinzione rispetto a tanti altri che fanno fare progetti di sport specifici che però non serve a nulla, perché a quell’età bisogna acquisire specifiche motorie di base. La cosa più importante, però, è imparare morale ed etica del comportamento. Noi insegniamo soprattutto il rispetto attraverso lo sport, che è la cosa fondamentale e che bisogna imparare fin da piccoli”.

Gianni Maddaloni racconta un episodio: “Durante una lezione ho chiesto ai bambini di far salire prima le bambine in pedana. La prima volta non hanno capito perché, ed ha storto il naso. Dalla volta successiva, però, hanno iniziato a comprendere e capire, soprattutto io ho posto loro delle domande riguardanti le loro madri. Ho risvegliato un’istinto in loro una sorta di istinto genitoriale. Così quando li ho fatti riflettere con domande sul bullismo, loro mi hanno risposto che non è giusto che vengano picchiati bambini e ragazzini indifesi. Il loro è stato, a tutti gli effetti un percorso”.

 

“Tutti i bambini hanno un cuore – dice Maddaloni -. Attraverso lo sport di base, che è uno strumento formidabile, e non quello specifico entri nei programmi delle scuole elementari e si faccia promotore di tutti quei valori che possono eliminare bullismo e violenza”.

 

 

Il messaggio da Scampia: il 27 maggio si corre contro la violenza

Gianni Maddaloni, promotore dell’iniziativa, ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento che si terrà il 27 maggio:

“Un grande messaggio da Scampia, dalla palestra di Gianni Maddaloni e Pino Maddaloni, il campione olimpico di Sidney – dice nel video messaggio -. Corri contro la violenza, il 27 maggio. La maratona contro la violenza. Un forte messaggio che per essere forti bisogna aiutare i deboli, e chi commette violenza contro le donne e le persone deboli è un vigliacco. Vi aspetto tutti alla maratona”.

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