Tra le scuole di rugby a Napoli, la Partenope Rugby è una delle più titolate e famose. Oggi ve ne raccontiamo la storia

Il rugby è uno sport molto popolare in Campania e, come abbiamo visto, non sono poche le scuole di rugby a Napoli. Le prime realtà organizzate in città comparvero già a partire dagli anni ’20. Ai tempi in cui il campionato italiano di rugby prendeva il nome di Divisione Nazionale, il GUF Napoli fu la prima squadra partenopea a prendervi parte.

La compagine del GUF, antesignano del Centro Universitario Sportivo di Napoli, ha partecipato senza distinguersi particolarmente a 9 edizioni del campionato di Divisione Nazionale. I quindici del GUF giocavano con una bella divisa a strisce verticali rossoblù, oggi praticamente introvabile.

Ma a partire dalla stagione 1938/39 fa la sua comparsa una nuova società, con la divisa completamente azzurra, come le squadre di calcio e di basket. Si chiama Napoli Rugby e gioca già nello storico Stadio Collana del quartiere Vomero.

Con la fine della guerra e la ricostituzione di un campionato di rugby di Serie A (1946-60), solo il Napoli Rugby continuerà a rappresentare la città. Ma i risultati continueranno a non essere tra i più esaltanti.

Ma nel 1951 nasce la Partenope Rugby e la storia cambia

La Polisportiva Partenope nasce nel 1951 e già “copre” diversi sport, come il basket, la scherma, la pallavolo, la ginnastica e l’atletica leggera. Già l’anno dopo acquisisce anche la quasi agonizzante Napoli Rugby creando finalmente la Partenope Napoli Rugby. La nuova divisa mostra delle strisce orizzontali bianche e azzurre che diventano presto uno dei più irrinunciabili simboli della squadra.

Competere con le fortissime e organizzate squadre del Nord-Italia all’inizio si rivela difficile anche per la Partenope che retrocede in Serie B nel 1952/53. Solo nel 1956/57 riesce a ritornare nella massima serie. Ma stavolta, le cose sono diverse. Già da qualche anno, milita in maglia bianco-azzurra un giovane e fortissimo mediano di nome Emilio, detto “Elio”, Fusco. Un uomo che avrebbe fatto la storia della Partenope e del rugby italiano.

La nuova Partenope di Rugby è tra le squadre più forti del campionato. Dal 1958 al 1961 riesce costantemente a partecipare alle fasi finali del campionato, vincendo per tre volte di fila il Girone Italia Meridionale.

Ma i veri successi della Partenope arrivano negli anni ’60

Nel 1960, il campionato italiano di rugby cambia ancora formula. Adesso prende il nome di Campionato di Eccellenza e raggruppa in un unico girone tutte le squadre più forti d’Italia. Dopo un anno di adattamento, la Partenope torna a farsi competitiva, chiudendo al terzo posto in campionato sia nel 1962/63 che nel 1963/64. Soprattutto durante questa seconda stagione, i bianco-azzurri arrivano a giocarsi lo scudetto all’ultima giornata.

scuole di rugby a Napoli; Partenope; Desportibus
Formazione della Partenope 1965-66 campione d’Italia allo Stadio Collana

Elio Fusco è gravemente infortunato alla spalla ma decide di giocare lo stesso contro Parma, prima in campionato assieme a Rovigo e alla stessa Partenope. La forza di volontà del numero 9 della Partenope non basta ad avere la meglio sugli emiliani che vincono per 9-3, ma lo scudetto va a Rovigo, vincitore corsaro a Padova contro Petrarca Rugby.

Ma la squadra è sempre più forte. Elio Fusco, oramai colonna della Nazionale Italiana, è adesso giocatore-allenatore e guida un collettivo composto anche da altri giocatori di alto livello, come Erasmo “Mimì” Augeri, Raffaele D’Orazio, Vittorio Ambron, un giovanissimo Marco Bollesan e lo scorer Marcello Martone.

Oramai i bianco-azzurri sono pronti e il 1964/65 è l’anno della consacrazione. La Partenope domina il campionato e si aggiudica lo scudetto con una giornata d’anticipo. È una dittatura: la Partenope vince tutte le partite del campionato (che dalla prossima stagione tornerà a chiamarsi Serie A). Quindi, si riconferma campione d’Italia nel 1965/66. Giocano un rugby bello da vedere, spettacolare, concreto, innovativo. Tutto grazie a Elio Fusco.

«È stato un precursore. Ha anticipato i tempi, aveva un´intelligenza rugbistica fuori del comune. Quella squadra doveva tutto a lui, alle sue intuizioni e al suo carattere forte.»

Questo diceva di lui Raffaele D’Orazio.

Il declino della Partenope a livello nazionale non le toglie oggi il primato tra le scuole di rugby a Napoli

Proprio dopo i due scudetti, comincia il declino della Partenope. Per alcune stagioni la squadra continua a confermarsi su buoni livelli di competitività, ma ogni anno fa sempre più fatica a far quadrare i bilanci. Frequenti sono i contrasti tra la dirigenza e i giocatori, col presidente Stefano Riccio che arriva addirittura a pubblicare sui giornali una lettera aperta ad Achille Lauro per chiedergli aiuti economici per il “futuro dello sport” a Napoli. Non a caso, riferendosi alle affermazioni della Partenope, si parlava di “Scudetti dei poveri”…

Nel 1967 si arriva al punto di non ritorno e comincia l’esodo dei principali giocatori della squadra. La Partenope, forte di un floridissimo settore giovanile campione d’Italia nel 1964, nel 1967 e nel 1968, inizialmente tiene ancora. Nel 1969, però, la Polisportiva cede definitivamente la sezione rugby al CUS di Napoli e la squadra è definitivamente ridimensionata. Anche Elio Fusco lascia i colori bianco-azzurri per accasarsi all’Amatori Catania. Ritornerà poi come allenatore e dirigente negli anni ’80 e ’90.

Nel 1970 arriva la retrocessione in Serie B e, a partire dal 1972/73, la Partenope non riuscirà mai più a disputare un campionato nella massima serie. Ancora oggi, la Partenope Rugby è una delle pochissime squadre del Centro-Sud d’Italia (assieme al Rugby Roma negli anni ’40 e all’Aquila) ad essere riuscita a spezzare lo strapotere del nord in questo sport.

scuole di rugby a Napoli; Partenope Rugby Juniores; Desportibus

Senza dubbio, rimane la più gloriosa tra le scuole di rugby a Napoli con ben 9 campionati giovanili nazionali vinti fino a oggi. In attesa di tempi migliori.

Parlando di scuole di rugby a Napoli, conosci l’ultima tendenza per l’educazione motoria dei bambini dai 2 ai 7 anni?

Il Rugbytots, un programma internazionale sullo sviluppo della motricità nella prima infanzia, è giunto anche a Napoli, grazie anche all’Associazione Officina Piccoli Sportivi, partner Desportibus. Se non conosci già il progetto Rugbytots e le attività che porta avanti, scoprile in questo video

Vuoi partecipare coi tuoi bimbi all’Opening Day di Officine Piccoli Sportivi Rugbytots a Orta di Atella il prossimo 20 gennaio? Scopri come in questo link!

E ricorda sempre che Desportibus ti dà tutto lo sport che vuoi!

 

Commenta