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Il Cus sta completando impianti e strutture a tempo di record per le Universiadi 2019

Questo è un esempio di quello che può succedere, grazie alle Universiadi, in altri 64 impianti sportivi della Campania. Una delle ragioni che ci hanno spinto ad ospitare questo evento è proprio il recupero di decine di strutture del territorio, alcune semidistrutte, con l’idea di dare a migliaia di ragazzi l’occasione di fare sport in tutti i quartieri, anche quelli più periferici.

Queste le parole di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, riportate da IlDenaro.itIl Cus di Napoli, Centro Universitario Sportivo, è la più importante e prestigiosa organizzazione pubblica in Campania per lo sport. A oggi, il Cus ospita ben 21 corsi di sport amatoriali e 7 associazioni agonistiche dilettanti, aperte anche ai non universitari. Nel tempo, è anche diventato una sorta di incubatrice di grandi realtà sportive di oggi, come il glorioso Club Scherma Napoli

Nel 2019 supererà il secolo di vita sarà il perno della XXX Edizione delle Universiadi (le Olimpiadi Universitarie). Le Universiadi sono uno dei più importanti eventi sportivi al mondo e verrà ospitato in Italia per la quarta volta dal 1959. Ecco spiegato il motivo per cui, i vertici del Cus di Napoli, il Presidente Prof. Elio Cosentino e il DG Maurizio Pupo, e l’Agenzia Regionale per le Universiadi stanno lavorando febbrilmente alla realizzazione di nuovi impianti sportivi adatti a ospitare l’importante manifestazione internazionale.

Un’altra importante struttura sportiva, fondamentale nel piano per l’Universiade, è il Palaveliero di San Giorgio a Cremano, tra i principali partner Desportibus. (Conoscilo meglio nella scheda dedicata)

Per le Universiadi, il Cus di Napoli doterà la città di nuovi impianti sportivi all’avanguardia

Abbiamo visto in precedenti articoli che Napoli e la Campania soffrono di una cronica penuria di strutture sportive adeguate ai bisogni della popolazione. Di conseguenza, prolificano le ASD che non hanno una sede fissa.

Nonostante le tempistiche molto serrate, il Cus di Napoli sta lavorando a tutta velocità. Importante è l’apporto dell’Agenzia Regionale Universitaria, presieduta da Raimondo Pasquino, e il suo coordinamento coi comuni. I risultati stanno arrivando.

A marzo, ad esempio il Cus ha salvato il Torneo ATP Challenger di Napoli, ospitandolo nella sua nuova struttura di Bagnoli dedicata al tennis. I quattro campi in terra battuta e gli spalti con circa 800 posti a sedere sono stati valutati molto positivamente dagli ispettori internazionali ATP. Tanto che, ora Sorrentino sogna di trovare gli sponsor giusti per poter addirittura salire di livello: iscrivere il torneo napoletano nel novero del circuito ATP 250.

L’opera di ampliamento e rinnovamento delle strutture è proseguita durante tutto l’arco del 2017. Questo ha permesso di inaugurare i nuovi impianti dedicati al basket, alla pallavolo, all’atletica leggera e il nuovo campo da golf di oltre 22mila mq, già il 30 ottobre.

La credibilità del Cus di Napoli

Il Cus di Napoli ha assunto questa denominazione dal 1945, dalla fine del Fascismo in Italia, ma esiste in città da quasi un secolo, cambiando nomi e sedi.

Come spiega lo stesso Presidente Cosentino, tutto cominciò coi Gruppi Universitari di Azione, organizzati dagli studenti reduci dalla I Guerra Mondiale. Tra le molte attività culturali e ginniche, questi gruppi seppero organizzarsi per praticare varie discipline sportive, dalla scherma al nuoto, dal tennis alla lotta. Gli Universitari di Napoli furono tra i primi a organizzarsi in questo senso.

Con l’avvento del Fascismo questi gruppi si trasformarono in Guf, i Gruppi Universitari Fascisti, dai chiari intenti propagandistici. Gli Atenei napoletani e il Guf di Napoli realizzarono un primo grande centro sportivo in Via Mezzocannone, nel centro storico della città. Quando il Fascismo cadde e la II Guerra Mondiale terminò, il GUF di Napoli si riconvertì nel Cus. Quattro sono le Università di Napoli che costituiscono il comitato di gestione del CUS, la Federico II, l’Orientale, il Suor Orsola Benincasa e l’Università Parthenope.

A partire dagli anni ’70, venne realizzato il grande centro polisportivo di Via Campegna, a Fuorigrotta (Rione Cavalleggeri). Sin da subito il centro è diventato un’istituzione per tutti gli sportivi del Mezzogiorno d’Italia.

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Al termine delle Universiadi, i nuovi impianti del Cus di Napoli saranno a disposizione delle associazioni sportive

Noi di Desportibus non potremmo esserne più felici e seguiremo con entusiasmo il lavoro delle istituzioni e soprattutto del glorioso Cus di Napoli. E saremo pronti a segnalare e dare visibilità a tutti gli spazi e alle associazioni sportive presenti sul territorio. Del resto,

Solo Desportibus ti dà tutto lo sport che vuoi

 

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